X

Blog

Birre e dolci di Natale

Un matrimonio birrario, capace ancora di sorprendere

Le festività natalizie si avvicinano e con esse torna la possibilitàdi godersi un abbinamento birro-gastronomico che seppur sia tra i piùclassici e amati, è ancora capace di sorprendere. Sto parlando diquello tra la birre e i dolci celebrativi, che si è soliti consumarein questo periodo, al termine di luculliani pranzi o forse conmaggiori soddisfazione accomodati sotto le rassicuranti frondedell’albero di Natale (per chi lo fa…).

Per gli amanti del genere il primo pensiero vola subito all’universo stilistico delle cosiddette Noel, in Belgio Kerstbier (termine fiammingo) o più semplicemente Birre di Natale, declinate in mille sfumature a seconda del paese ove vengono prodotte e del grado di fedeltà alla tradizione storica. Ma, alla fine, come spesso accade nel mondo birrario la fantasia può viaggiare a briglie decisamente sciolte e non sempre ciò che è classico rimane immutabile, anzi.

In queste righe dunque proveremo ad immaginare alcuni abbinamenti a partire dai dolci che hanno dato e danno lustro alle tavole della festa delle regioni italiane, piegando giocosamente ai nostri usi e costumi, svariate tipologie di birre, a cominciare proprio con quelle pensate per il Natale, che di nostrano storicamente hanno poco o nulla, ma che tanto piacciono anche alle latitudini del Bel Paese, dalle isole alle vette alpine.

Partiamocol dire che il fenomeno commerciale delle Birre di Natale è tutto sommato recente e anche la loro nascita non si perde nella notte dei tempi.

Con buona probabilità infatti le origini di questo stile risalgono al XIX secolo e affondano le radici nelle produzioni nord europee diBelgio, Francia, Germania, Svizzera, Austria e paesi Scandinavi. Per poi approdare nel Regno Unito e financo da noi in Italia e nel restodell’Europa mediterranea. Caratteristica principale di queste birre è solitamente l’elevato tenore alcolico (anche se come sempre esistonobrillanti eccezioni alla regola), unito ad un’importante speziatura. Sovente la chiave di lettura storica più coerente è quella che vedeil Birraio partire dalle sue ricette classiche per poi potenziarle e renderle in qualche modo speciali, adatte alle feste ed ai piattiricchi e strutturati che si consumano al desco in simili ricorrenze. Dolci compresi.

Facciamoquindi qualche esempio.

Panettone e Pandoro

In Italia, dove amiamo dividerci su qualunque cosa, la diatriba sottol’albero è sempre quella sulla preferenza tra Panettone e Pandoro. Nel caso del primo, in versione classica, cioè con uvetta e canditi,ma senza aggiunta di ripieni e farciture varie, dobbiamo puntare siasulla dolcezza che sulla “panosità” e avremo quindi bisogno di una birra che si abbini per concordanza grazie alla presenza di una buona alcolicità, note speziate e una discreta morbidezza. In pratica una bella Strong Belgian Ale, anche inversione dark o una birra in stile Abbazzia. Senza dimenticare le eleganti, calde e suadenti Barley Wine inglesi. Le versioni natalizie di queste birre si prestano assai bene, grazie al loro profilo gusto olfattivo più intenso e alla concordanza di aromatizzazioni con idolci. Per essere più originali tuttavia potremmo perfinoscommettere su una Weizen Bock o su un Mainbock. Il caso del celebre dolce veronese invece è differente. Qui la sensazione boccale prevalente è il burroso, la grassezza e pertanto ci serviremo di unabirra che unisce la dolcezza a una buona secchezza sul finale. Stoparlando parlando principalmente delle Triple in versione classica. O magari di una Pére Noel targata De Ranke.

Passiamoora al Panforte toscano. Dolce nato forse già nel X secolo e reso”forte” per amore, secondo una leggenda, da una certa SuorGinerva. Ella, per l’emozione di udir la voce dell’impossibile amato(era pur sempre una Suora…) Giannetto da Perugia creduto mortodurante le Crociate, mentre allegramente preparava il Panmelato(antico nome del Panforte senese) rinchiusa in una torre,giustappunto per questioni di cuore, versò nell’impasto una doseeccessiva di pepe e spezie.

abbinamento birra e dolci di natale

La ricetta odierna lo vuole composto da 17 ingredienti, tanti quantesono le Contrade di Siena. Rispetto al dolce storico, verosimilmentein onore della Regina Margherita, quello prodotto al giorno d’oggi èricoperto di uno strato di zucchero vanigliato al posto del pepe.Detto ciò, che birra ci beviamo? Il mio consiglio è di sceglierneuna aromatizzata al miele, meglio se di buon corpo. Restando inToscana, ad esempio, la Martellina di Mosto Dolce o la Ester del Birrificio La Diana. Volendo affidarsi alla sapienza belga, perchénon provare un grande classico, come la Christmas di St.Bernardus?

Veniamo ora ad un altro super classicone: il Torrone.

Buonissimo e moltoricco di sapore, grazie al matrimonio tra mandorle e miele. Il Torrone fa parte delle nostra storia fin da tempi remoti. Lomangiavano i Romani, come testimoniano gli scritti di Tito Livio egli antichi Sanniti nel beneventano. Ma se ne trovano versionisplendide in Sardegna, penso a quello di  Ales o di Tonara, percitarne un paio e anche in Catalogna. Ma la lista sarebbe ben piùlunga.

L’abbinamento con il Torrone non è semplice. Come è noto ‘ingrediente principale di questa leccornia è ovviamente il miele, a cui si possono aggiungere mandorle, nocciole, o anche noci. Qui la declinazione regionale è davvero ricca. La nostra sfida dovrà pertanto tener conto sia della grande dolcezza del Torrone, sia dell’apporto dato dalla frutta secca. Per giungere a piena soddisfazione del palato a mio modesto avviso la carta giusta è costituita da birre capaci di unire grande struttura a compiuta eleganza. Qualche esempio? L’intramontabile perla di De Dolle, Stille Nacht, nata nel 1980 dall’estro di Kris Herteleer, oppure l’ottima e originale (tra le natalizie) Avec Les Bons Voeux della Brasserie Dupont.

Ma,dato che ho citato il torrone sardo, che mi riporta a mille ricordi lontani, dove i sapori si legano ai luoghi e alle persone; alla più autentica convivialità che poi dovrebbe incarnare lo spirito  , quali che siano, voglio concludere proponendovi anche una artigianale sarda: la Toccadibò del Birrificio Barley di Nicola Perra oppure, se l’ingaggio birrogastronomico è con un bel torrone al cioccolato, divertitevi con la Imperial Stout BB10, sempre di Barley.

Rispondi